L’altro ieri mi sono sorpreso a fare una cosa assolutamente odiosa.

Ho detto a un amico che ero troppo occupato per fermarmi a parlare con lui e che dovevo scappare. Era vero che avevo un sacco di cose da fare in quel momento, ma le cose che dovevo fare in realtà erano assoltamente ordinarie.

Quando capita a me di trovarmi dall’altra parte, di essere cioè di fronte a una persona che si definisce troppo occupata per parlarmi (o per ascoltarmi), o troppo occupata per trovare il tempo per cambiare la propria vita, o troppo occupata per mangiare bene, o troppo occupata per riuscire a prendersi cura della propria salute, o troppo occupata per riuscire a fare una certa cosa (qualsiasi cosa), penso sempre che si tratti di una persona incastrata in un loop auto-distruttivo.

Eppure queste persone si fregiano del loro essere tanto occupate come se fosse un  distintivo d’onore. Un distintivo che deve incutere rispetto.

E’ un’abitudine nuova questa di dire ai propri amici, o ai propri figli “scusami ma vado di fretta” oppure “scusami ma sono troppo occupato per fermarmi ad ascoltare i tuoi problemi“. Una volta non lo si sentiva dire quasi da nessuno. Eppure c’era chi lavorava anche molto più duramente. Ma nessuno se ne lamentava. Nè ci si nascondeva dietro. Non voglio essere così…

Ho richiamato il mio amico scusandomi con lui per averlo ignorato due giorni prima e per essermi comportato da somaro. Essendo un buon amico credo abbia capito e che abbia sorriso sotto i baffi.

E’ stata proprio una bella lezione…

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