Chiedilo a qualsiasi medico, a qualsiasi allenatore, a qualsiasi insegnante e ti diranno tutti che riposarsi è fondamentale. Può fare soltanto bene. Questo vale allo stesso modo per il corpo, la mente e lo spirito. Tre anni or sono mi resi conto che mi riposavo sempre più raramente. E che i miei periodi di riposo erano sempre più brevi.

Sia quelli diurni, che quelli notturni. Sia quelli settimanali che quelli annuali. Mangiavo troppo e troppo spesso. Mi allenavo troppo e troppo spesso. Lavoravo troppo e troppo spesso. Etc. etc. etc…

Non so se sia mai capitato anche a te. In tempi di crisi può succedere; d’accordo. Si ha paura di perdere qualcosa se ci si ferma. Di farsi superare da tutti coloro che ci stanno dietro. Ma è davvero così? E se anche lo fosse, è davvero sensato? Guardandomi allo specchio giunsi alla conclusione che non lo era affatto e così decisi di tirare il freno.

La cosa fu tutt’altro che facile. Frenare al’improvviso non è mai un’operazione indolore. Oscilli, sbandi, rischi addirittura di intraversarti, o di ribaltarti. Ci ho messo davvero un bel pò per ritrovare un ritmo giusto. Ho lasciato indietro un sacco di cose. E anche molte persone. Abitudini che ritenevo prima irrinunciabili. Eppure con il senno di poi, mi viene da dire che sono contento di averlo fatto e, dopo quasi tre anni credo di aver superato la mia personale crisi di adattamento.

E così eccomi qua che ricomincio a scrivere di felicità. Felice di aver lasciato andare tante cose che appesantivano la mia vita e rendevano incerto il mio passo.

Nel corso di questi tre anni ho capito molte cose che sto iniziando a sistematizzare e riordinare solo ora. La più importante di tutte è che devo tenere più tempo per me, per le mie passioni, per le persone che ho vicino, per la vita che mi resta da vivere. E che devo riposarmi di più, e più spesso. Perchè questo mi permette di godermi ciò che ho, anzichè continuare ad affannarmi per raggiungere ciò che non ho.