RIPENSARE IL LAVORO

Ti sei mai fermato a riflettere sul fatto che un uomo, o una donna, spendono circa un terzo della propria vita lavorando? Quando si prova a guardarlo in questi termini, il lavoro diventa immediatamente una cosa importante, anche per chi non lo ritiene tale.

Diviene quindi prioritario chiederti: sei soddisfatto del tuo lavoro? Ti permette di guadagnare quanto ti basta per vivere? Ti dà un senso di realizzazione personale? Ti permette di sentirti utile? Ti rende felice?

Va da sè che le risposte a queste domande dipenderanno molto dal modo in cui lavori, ma anche e soprattutto dal fatto che il tuo sia un lavoro o una carriera, dal fatto che tu te lo sia scelto liberamente o meno, dal fatto che ti permetta di dare un senso positivo alla tua vita oppure no.

Lavorare stanca, come diceva Cesare Pavese, ma sicuramente può riempire la vita e il cuore, a condizione che si tratti di un lavoro adeguato alla propria tipologia psicologica ed alle proprie caratteristiche di personalità. In altre parole il termine stress è un concetto molto individuale, vi sono cioè persone che trovano stressante quello che per altre è invece rilassante.

E nel tuo caso, ti senti stressato o riempito dal tuo lavoro? Pensi mai di cambiare lavoro?

Molte persone prendono il lavoro come un dovere, una specie di via crucis, dolorosa ma necessaria per permettersi una vita da adulti, svuotandolo in questo modo di ogni caratteristica positiva. Partendo da questa presunzione, pochissimi sono coloro che si preoccupano davvero di scegliersi un lavoro ed è così che la maggior parte delle persone si ritrova a svolgere un lavoro che non si è scelto e per cui non ha nemmeno le migliori caratteristiche adattative.

L’idea di cambiare lavoro è una delle cose più ansiogene che si riesce a immaginare (pensa che nei manuali psichiatrici il fatto di cambiare lavoro è addirittura considerato per un adulto un evento stressante grave) ed è per questo motivo che la maggior parte delle persone che conosci tende a mantenere lo stesso lavoro per la vita.

Ma cambiare lavoro è possibile, tanto per un giovane, che ha dalla propria parte la possibilità di riqualificarsi e imparare nuove cose, quanto per un adulto, che ha invece dalla sua un’esperienza professionale ed esistenziale che possiedono un controvalore importante.

Ti faccio un’ultima domanda. Se il tuo lavoro non ti appassiona più, o non ti ha mai appassionato, hai mai pensato di trasformare in lavoro una tua passione?

Io ci sto quasi riuscendo e in questo blog cercherò di spiegarti come fare.

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