VIVERE CON PASSIONE

Molte persone che ho conosciuto sostenevano di non avere passioni e vivevano come trascinandosi in giro per la propria esistenza.

Per circa un secolo la scienza ha definito questo stato di mancanza di piacere con i nomi di: melanconia, anedonìa, o distimia. Oggi con l’avvento delle moderne neuroscienze i psico-neuro-endocrinologi hanno coniato per questo stato del vivere un nome diverso; la chiamano Sindrome da Inibizione dell’Azione.

E’ stato infatti dimostrato che l’uomo, proprio come ogni altro animale, quando si trova di fronte ad una situazione esistenziale gravemente frustrante e che non gli è possibile combattere nè sfuggire, si inibisce.

In altre parole si blocca per evitare di essere distrutto da una forza che non può vincere. Si tratta di una reazione primordiale che ha un importante valore adattativo di conservazione della sopravvivenza, ma che deve essere limitata al momento del pericolo.

Se infatti, come spesso succede agli esseri umani, resti troppo a lungo in questo stato, magari per timore del cambiamento, allora cominciano ad instaurarsi una serie di modifiche di tipo sia fisiologico che psicologico che danno origine a una serie di comportamenti permanenti.

Se questo stato si mantiene ancora più a lungo (mesi, o anni) la reazione può divenire uno stato, e per uscirne a quel punto sarà necessario reintrodurre nell’organismo tutta una serie di ormoni che questo non è più capace di produrre.

Il risultato sarà una sensazione di stanchezza, di vuoto, di mancanza di interesse per ogni cosa, di assenza di desideri e di passioni che troppo spesso viene diagnosticata erroneamente come depressione (e ti posso assicurare che di casi così ne ho visti davvero a centinaia).

Se hai mai provato, anche lontanamente, qualche cosa di simile credo capirai perfettamente ciò che intendo dire.

E capirai anche perchè sostengo che è meglio un cambiamento difficile piuttosto che cercare di abituarsi ad un malessere cui si ritiene di essersi abituati. Ecco, questo è uno dei motivi per cui ho deciso di rendere pubblici questi miei pensieri.

Perchè spero che il condividere questa mia esperienza in un blog possa essere utile ad altri cercatori per raggiungere il loro sogno di benessere, magari con meno errori e minor fatica.

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