LO ZEN E L’ARTE DELLA SOPRAVVIVENZA  QUOTIDIANA

Una delle cose che tutti si chiedono, ogni volta che leggono un bel libro di filosofia Zen, o quando rincasano da un affascinante seminario tenuto da un monaco buddhista venuto dal Tibet è la seguente: ma ad essere sinceri, quanto di tutto ciò è realmente trasferibile nella nostra realtà sociale e culturale?

Come si fa, cioè, a vivere Zen a Milano, o a Corticella, o a Foggia senza per questo perdere casa, famiglia e lavoro? Non credere che che io stesso non me lo sia mai chiesto.

La prima cosa da dirsi è che trasferire tout court la filosofia buddhista nel centro di Roma, o di Napoli, non è assolutamente possibile.

Quello che puoi fare realisticamente (e che faccio io stesso) è cercare di adattare questo set di regole millenarie basate sulla pace, sul rispetto, sulla tolleranza e l’amore, alla tua vita quotidiana di italiano medio, che vive mediamente all’italiana, immerso nella cultura e nelle tradizioni del proprio paese,

Cosa significa questo? In una parola: semplificare. Letteralmente! Vivere cioè nella maniera più semplice possibile cercando di rispettare il pianeta ed il resto dei suoi abitanti; animali e vegetali compresi.

Non consumare inutilmente risorse e cercare di predicare la pace e la tolleranza in tutte le situazioni, anche e soprattutto quando la tentazione sarebbe quella di fare il contrario.

E il modo migliore per riuscirci è quello di vivere il più semplicemente e serenamente possibile, a misura della propria tipologia psicologica, limitando così lo stress derivante dal lavoro e dalla vita cittadina.

Come? Se necessario, cambiando modo di vivere…Io l’ho fatto e ti garantisco che si può fare…

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