Credo concorderai con me che i due modi migliori per riscaldarsi il cuore, le mani e il pancino negli umidi pomeriggi autunnali, o nei freddi pomeriggi invernali, sono un cartoccio di caldarroste, o una tazza di cioccolata.

Perchè non un thè, o una tisana? Perchè sono fuori dalla nostra cultura. E perchè le caldarroste e la cioccolata ci ricordano l’infanzia, il the e le tisane invece ci fanno pensare al raffreddore e all’influenza.

Purtroppo le castagne, elemento base per le caldarroste, soffrono di una stagionalità molto rigida e questo limita molto il piacere del loro consumo che si restringe di fatto a poche settimane a cavallo tra i mesi di ottobre e novembre.

Ma quanto è bello, ciò nonostante, quando all’angolo delle strade e delle piazze riappaiono i fuoconi con le grandi padelle bucherellate piene di castagne scoppiettanti. Il profumo si diffonde a centinaia di metri di distanza e costituisce un richiamo irresistibile. E il piacevole calore che si sviluppa dal cartoccio riscalda le mani mentre si cammina. Le dita si fanno presto nere nel frettoloso tentativo di sbucciarle, ma poi profumano di brace e questo aggiunge piacere al piacere.

Se le caldarroste sono una delizia di strada, la cioccolata è invece un prodotto da gustare seduti a un tavolino e pertanto dall’apparenza maggiormente aristocratica. In realtà la cioccolata in tazza più buona è quella preparata dalla mamma nella cucina di casa, a metà di un pomeriggio di studio, come tonico per l’anima e il cervello.

Dato però che con il passare degli anni le mamme non hanno più voglia di preparare cioccolate, è comunque una piacevole regressione il fermarsi in un bar e ordinarne una tazza. Il vantaggio della cioccolata del bar è l’aggiunta di panna montata (di solito assente in quella delle mamme), lo svantaggio il prezzo caro e l’ambiente rumoroso e affollato.

Ma come nel caso delle caldarroste, quando fuori fa freddo e hai bisogno di scaldarti un pò, o vuoi provare un pò di sana nostalgia, non c’è rimedio migliore.

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