Ho letto recentemente un articolo molto interessante sui benefici e l’importanza evoluzionistica del pessimismo. L’autore, un famoso psicologo statunitense sosteneva in maniera più che convincente l’utilità del pensiero pessimista.

Con eleganza e precisione argomentativa spiegava che per migliaia di anni la specie homo-sapiens è stata costretta a sopravvivere e ad evolversi in un pianeta la cui natura gli era sconosciuta e spesso ostile.

Catastrofi climatiche, carestie, epidemie, guerre, hanno decimato gli uomini per secoli e secoli. Ancora fino a cent’anni or sono l’aspettativa media di vita di un bambino, o di una donna, erano la metà di quelle di oggi e la maggior parte della popolazione del pianeta viveva in condizioni di estrema indigenza.

E’ possibile dunque che, come sostiene l’autore dell’articolo, coloro che sopravvissero riuscirono a farcela proprio perchè avevano la capacità di prevedere e prepararsi per il peggio.  In effetti, senza andare tanto indietro nel tempo, anche la maggior parte dei nostri nonni condivideva una visione del mondo che era essenzialmente pessimistica.

Non è strano dunque che questo tipo di processo del pensiero si sia tramandato nel tempo; dalle caverne, ai castelli e giù giù per i secoli più bui fino ad oggi. Probabilmente è vero che esso ha costituito un utilissimo vantaggio evoluzionistico nella lotta per la sopravvivenza. Quindi se sei un pessimista sei più che giustificato.

Ma perchè non provi a chiederti se anche il contrario non possa essere vero. Quanto ottimismo ci deve essere stato all’interno dell’uomo che per primo sognò di sfidare una dittatura in favore di una democrazia, o di volare, o di oltrepassare le Colonne d’Ercole, o di mettersi in viaggio verso la Luna?

Allora anche l’ottimismo deve aver avuto il suo posto di rispetto nell’evoluzione dell’uomo. Nel fargli sperare una via d’uscita a certe situazioni, o nel dargli la forza di andare avanti  nei momenti più oscuri aiutandolo ad immaginarsi un futuro migliore. E allora, io mi chiedo, perchè il pessimismo è tanto più diffuso dell’ottimismo tra gli abitanti del pianeta?

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