L’ottavo senso, meglio conosciuto come senso della meraviglia, è noto per essere spesso disattivato negli adulti e usato sempre più raramente con il prosieguo dell’età.

Questo è un grave errore ed un colossale rischio in quanto sono stati da tempo dimostrati i legami tra il blocco del senso della meraviglia e diversi disturbi psichici, primi fra tutti i disturbi depressivi.

Non si è ancora capito quali siano esattamente le cause che portano tanti adulti a soffrire di questo problema, e le terapie finora proposte, sia dal punto di vista psicofarmacologico che da quello psicochirurgico hanno dimostrato di avere più controindicazioni ed effetti collaterali che effetti positivi.

Sembra infatti che lo sblocco  del senso della meraviglia non possa essere ottenuto dall’esterno, ma necessiti invece di un’attivazione autogena di alcuni circuiti neuronali che solo l’individuo sofferente è in grado di mettere in atto.

Ma come si fa praticamente a riattivare dall’interno il senso della meraviglia? Il metodo che ti propongo è attualmente ancora in fase sperimentale, ma finora è sembrato ottenere ottimi risultati sui volontari umani che hanno accettato di testarlo. Il metodo è molto semplice e si basa sull’ancoraggio del senso della meraviglia al senso della visione. Si tratta di un ancoraggio provvisorio, beninteso, e che necessita pertanto di ripetute somministrazioni, ma è comunque meglio che niente…

Metterlo in atto è molto semplice. Devi dotarti di una fotocamera digitale (che sono certo possiederai già) ed avere un pomeriggio a disposizione. Dopodichè devi recarti nel più vicino parco e cominciare ad aguzzare la vista alla ricerca delle cose più piccole e meno evidenti. Potrebbe trattarsi del muschio sulla corteccia di un ippocastano, o dell’insetto appoggiato su una foglia, della goccia di rugiada sull’erba, o del pistilllo di un fiore, la vernice esfoliata della staccionata, insomma la scelta è soltanto tua, ma devi riuscire a vedere qualcosa che di solito sfugge alla tua attenzione, qualcosa che hai sempre sotto gli occhi e che non noti mai.

A questo punto devi soltanto accendere la fotocamera, impostare il programma ritratto, attivare la modalità macro (o supermacro) e cominciare a scattare. Non temere di esagerare, scatta pure anche un centinaio di fotografie. Cerca i colori, i chiaroscuri, i tagli di luce. Continua a scattare finchè ti sentirai di aver ritratto tutto il possibile. A questo punto devi tornare a casa e scaricare tutte le fotografie sul computer. Vuoi che non ce ne sia almeno una meravigliosa?

Ti dirò un segreto: la piccola ape che succhia il fiore di rucola è nata proprio così…

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